LE STELLE LEGA-TE a cura di Andrea Secci

Scritto da il 8 giugno 2018

LE STELLE LEGA-TE

Oggi 6 giugno 2018, Il governo Conte ha ottenuto la fiducia dei due rami del parlamento e si è finalmente insediato dopo 3 mesi di tira e molla con il continuo pericolo di pericolose fratture istituzionali .

Il programma presentato, fatto di promesse a più non posso ,senza nessun numero a sostegno, dispiega poi tutto il suo accanimento punitivo nei confronti degli ultimi, siano essi rom, immigrati, cittadini non italiani o verso il cosiddetto “ malaffare” , perché nessuno è innocente salvo prova contraria e come dice il dottor House “tutti mentono”. Prima gli italiani ,anzi il popolo italiano ,di cui Conte vuol essere l’ avvocato, unificando in un sol colpo governo, parlamento, magistratura. Dove i parlamentari non dovranno più rispondere all’assemblea, ma ai partiti di provenienza in maniera ferrea e chi se ne frega del dettato costituzionale. Del resto dall’unione di due partiti stalinisti dove la democrazia e la trasparenza non esistono , se non formalmente, non ci si poteva aspettare di meglio. In quest’ottica anche mostrare i muscoli nei confronti della UE , della Nato, dei paesi confinanti come la Tunisia ed il ringraziamento alla Russia per i favori ricevuti, fa parte della sceneggiata d’obbligo. Parliamo di sceneggiata perché è chiaro, il governo Conte nasce commissariato in partenza , e non potrà, se non in minima parte, attuare quanto enunciato agli italiani che ,vittime di anni di false notizie sul buon stato dell’economia di cui nessuno beneficiava, hanno concesso una cambiale in bianco a chi prometteva il cambiamento di fronte ad un futuro sempre più pieno di incognite e di paure vere o presunte.

A noi poco importa sfogliare i petali della margherita come fa Travaglio: questa misura è di sinistra questa è di destra, quest’altra staremo a vedere quando sarà attuata. La sostanza è che ci troviamo di fronte ad un governo della peggior destra degli ultimi anni che maschera con provvedimenti popolari sulle pensioni, sulla riduzione delle tasse, sulla redistribuzione di reddito che non saranno certo quelli promessi ma qualcosa comunque sarà, una politica ultra liberista che favorirà rendite e i redditi più alti anche con nuovi condoni.

Politica liberista che aumenterà a dismisura le diseguaglianze ,non praticherà un intervento attivo dello stato nell’economia né sulle crisi aziendali di cui non si è detta una parola né dell’indirizzo strategico per l’industria italiana (unica misura prevista incentivi a chi compra un auto elettrica), non farà la lotta all’evasione perché tutti ,miracolati dall’abbassamento delle aliquote le pagheranno, anche chi non le ha mai pagate , non si occuperà dello sviluppo dei territori svantaggiata ,non farà politiche di genere e non farà nessuna politica per lo sviluppo del terzo settore complice degli irregolari. Sulla scuola l’università e la ricerca non si è capito quasi nulla di quali siano le politiche che si vogliono adottare tranne che si metterà mano alla buona scuola sui punti più controversi. Sulla sanità si farà la lotta ai big pharma ma dello stato dello sanità pubblica e del suo necessario rifinanziamento non si parla, mentre nel frattempo cresce a dismisura la spesa per l’industria sanitaria privata (40 miliardi di euro per il 2017 ed interessa 44 milioni di italiani). Anche sul jobs act i titoli sono accattivanti ma ,come ha scritto la Camusso ,mancano i contenuti.

Le politiche un po’ velleitarie , un po’ utopistiche dei cinque stelle hanno così ceduto alla real politics reazionaria della Lega e Salvini vero vincitore del dopo voto ,sarà colui che darà le carte.

Di fronte a questo scenario si apre un grande spazio di manovra per quello che resta della sinistra per costruire un’opposizione vera che smascheri il re nudo e faccia proposte alternative credibili e popolari e non si imbarchi in crociate ideologiche che poco interessano alla gente comune, al fine di recuperare credibilità di fronte a quel popolo che ha abbandonato .

Per questo occorre ricostruire contenuti credibili ed azioni di mobilitazione e lotta su alcuni nodi irrisolti : sulla riforma dell’Unione Europea e sullo spazio economico dell’eurozona, sulla rappresentanza del nuovo mondo del lavoro e l’abolizione di ogni tipo di lavoro esternalizzato, sulla lotta per l’equità e giustizia fiscale, sulla presenza pubblica in economia e la sua governance, sulle priorità di spesa a partire dalla scuola e dalla sanità, per un indirizzo pubblico per la riconversione sostenibile di gran parte dell’economia, sul riconoscimento del ruolo della donna nella società ,una politica forte per affrontare il nodo dell’immigrazione a sicurezza ,iniziative di lotta a favore dello ius soli, una riforma delle istituzioni economiche internazionali…Ma per far questo occorre mettere in rete ed in sintonia i centri di elaborazione culturale della sinistra, oggi troppo solipsisti e i tanti gruppi ed associazioni esistenti sul territorio trovando forme comuni di mobilitazione elaborando una comunicazione efficace e comprensibile a tutti ed accompagnare ogni proposta ad iniziative di lotta anche radicali come ci hanno insegnato anche recentemente le donne del movimento opzione donna.

Per aspera ad astra

Andrea Secci

 


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