Fine di una legislatura basata sulla falsità

Scritto da il 29 dicembre 2017

Con la decisone del presidente Mattarella si è sciolta la 17 a legislatura iniziata nel marzo 2012, legislatura che gli storici chiameranno della falsità e della doppiezza.

Una legislatura iniziata con la non vittoria di Bersani e il non previsto boom dei 5 stelle a cui ha fatto seguito il tradimento dei 101 per la non elezione di Prodi presidente della Repubblica, con tre presidenti del consiglio nominati dal PD sorretti da varie forze di centro destra con un continuo cambio di gruppo degli eletti (ben 526 secondo i calcoli di open polis) frutto della legge sui nominati.

I tre governi del Pd e alleati (da Berlusconi ad Alfano e Verdini) hanno lavorato molto ma in modo assai confuso per non scontentare nessuno , senza un chiaro indirizzo riformatore anzi con indirizzi sempre più smaccatamente contro i diritti dei lavoratori falsamente bilanciati dall’approvazione di alcuni importanti diritti civili, con l’erogazione a pioggia di soldi a cittadini ed imprese senza nessun criterio di progressività , con l’approvazione di leggi sempre con la fiducia (8 volte per la legge elettorale ) e soprattutto anche per la tentata riforma della costituzione approvata con il voto di fiducia parlamentare ma  bocciata sonoramente dagli Italiani con il Referendum.

Le riforme considerate più importanti, della scuola del mercato del lavoro dei beni culturali venivano sempre più contestate degli addetti ai lavori creando un clima generale di rancore che facevano salire le quotazioni dei partiti antisistema dalla Lega ai 5 stelle.

ll risultato finale è stato un aumento rilevante della spesa pubblica, appena bilanciato da una buona performance dell’export e da una timida ripresa del pil.

Il tutto comunicato con false verità ( come l’aumento del numero degli occupati ma con la riduzione contestuale delle ore lavorate )oppure con l’aumento delle entrate fiscali e contemporaneamente dell’economia sommersa, la verità , non detta, è che l’ Italia in questi anni si è impoverita nel  reddito,  nel patrimonio  , a livello culturale (impressionanti i dati sull’abbandono scolastico, sul numero dei laureati, sull’analfabetismo di ritorno) e soprattutto si è creato un clima di paura di mancanza di sicurezza sul futuro. Certo non è tutta colpa dell’ultima legislatura ma è colpa di questa legislatura non aver detto la verità agli italiani e continuare ad esaltare le poche cose buone che abbiamo e negare l’evidenza di tutti gli altri problemi quotidiani.

L’Italia non ha più bisogno né di medici pietosi né di pifferai magici ma di persone serie e preparate capaci di elaborare programmi di lungo respiro che partendo da una revisione dell’attuale impostazione europea elaborino profonde riforme insieme allo sviluppo di investimenti nelle aree strategiche . Scelte che dovranno necessariamente essere di parte favorendo la formazione, la cultura, la produttività e la solidarietà contro tutte gli sprechi , le rendite e le evasioni fiscali.

La campagna elettorale appena iniziata sembra andare in un’altra direzione  noi di liberi ed uguali insisteremo su un messagio di verità.

di Andrea Secci


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