I problemi dell’Alternanza

Scritto da il 19 dicembre 2017

 

Con la legge 107/2015 l’alternanza diventa obbligatoria

Dall’anno scolastico 2015/2016, l’alternanza è obbligatoria per gli studenti del terzo anno: le 400/200 ore rimangono comunque un obiettivo del triennio.

Dall’ anno scolastico 2016/2017 l’alternanza è obbligatoria per gli studenti del terzo e del quarto anno. A regime, dall’anno scolastico 2017/2018, sono coinvolti tutti gli studenti dell’ultimo triennio: circa 1 milione e mezzo.

Prima dell’introduzione dell’obbligatorietà, gli studenti che nell’anno scolastico 2014/2015 hanno svolto esperienze di alternanza, sono stati 270 mila: cifre che corrispondono al 18% del totale degli studenti della scuola secondaria superiore e al 42,3% delle scuole “ (Ministro Giannini)

www.istruzione.it/alternanza/cosa_alternanza.shtml

 

Il rifiuto

Il rifiuto dell’alternanza ha diretta origine dalla imposizione  che  La nuova scuola ha introdotto in una  Scuola che dagli anni ottanta praticava gradualmente, nell’ambito delle sperimentazioni,  esperienze  di alternanza che nel tempo si sono approfondite e consolidate.

Una alternanza come quella imposta come obbligatoria dal ministro Giannini da realizzare immediatamente è invece caratterizzata dalla mancanza assoluta di gradualità e di  preparazione dei docenti e ha creato la reazione negativa di molti dirigenti e delle aziende che soprattutto nella piccola e media industria, che è la più diffusa in Italia, si sono sentite impreparate; inoltre un elemento da non trascurare assolutamente è che l’obbligo dell’alternanza determina un impegno che riguarda circa un milione e mezzo di ragazzi

 

L’alternanza oggi vive su tre livelli:

  1. –è il livello delle scuole e delle aziende che escono da esperienze di anni di sperimentazioni collaudate e in linea con gli obiettivi di formazione che negli anni hanno coinvolto  un numero limitato di scuole e di classi. Questa fase delle esperienze  è stata realizzata tenendo conto delle possibilità economiche e di contesto ed è stata animata dalla considerazione dell’alternanza come un rapporto formativo e non come una occasione di lavoro.
  2. Le scuole (e sono la maggioranza) che, travolte dalla recente tempesta della obbligatorietà. si sono rivolte ad aziende non idonee e/o con progetti improvvisati privi di linee formative e quasi sempre impostati più che sulle competenze su applicazioni, rinforzi e verifiche  dei profili curricolari in uscita (che sono compito della scuola e non del settore di alternanza)  per non parlare dei casi di effettivo utilizzo  in situazioni di lavoro orientate a vantaggio dell’azienda ospite e che hanno scatenato la protesta degli studenti.
  3. Tra le scuole che contestano (sia dal lato dirigenti sia da quello docenti) ci sono i licei soprattutto classici che cercano  di conciliare i progetti di alternanza con gli ambiti disciplinari.

La condizione dello studente in alternanza di qualsiasi settore deve essere invece simile a quella  di chi  nella bottega  dell’artigiano può prendere  atto non delle modalità di  esecuzione di un compito specifico ma della complessità del lavoro, dell’impegno personale, della collaborazione col gruppo  di altri studenti o del personale dell’azienda, della solidarietà, dell’approccio creativo collettivo e individuale alla migliore  realizzazione del compito, dei problemi della sicurezza, dello studio dei processi organizzativi e dell’imprenditorialità ecc

L’alternanza non va considerata come una occasione di incontro col lavoro ma come una esperienza per approfondire le conoscenze, per rafforzare le capacità e le competenze personali di apprendimento autonomo.

L’attività si fonderà sulla esplorazione della realtà, in cui l’alunno viene messo a contatto con l’ambiente e con i fenomeni quotidiani in modo consapevole e soprattutto operativo.

– dovrà fondarsi sulle tecniche di

apprendimento cooperativo

miglioramento delle competenze sociali e della responsabilità del singolo e del gruppo

apprendimento partecipativo

il miglioramento delle capacità di elaborare processi finalizzati alla presa di decisioni, all’ascolto empatico e al rispetto per gli altri, nonché all’assunzione delle proprie responsabilità.

apprendimento esperienziale,

potenziamento della curiosità e della voglia di sperimentare

SVILUPPO  DELLE CAPACITA’ DI AUTOAPPRENDIMENTO:

Acquisizione di una attitudine mentale  determinante per  un apprendimento orientato alla scoperta e alla verifica.

 

Non sempre si  possono trovare nel mondo del lavoro situazioni idonee  ma per questo non si deve ricorrere ad una azienda qualsiasi ma percorrere per esempio la via dell’impresa simulata ecc. utilizzando però pacchetti  che dell’impresa diano una immagine complessa

Per concludere, la vergogna urlata da tanti nei confronti dell’introduzione nella scuola dell’Alternanza-scuola lavoro  è una reazione che  così rischia  di privarci di un  aspetto importante del percorso di formazione dei nostri ragazzi.

La protesta dovrebbe essere diretta  alle cattive realizzazioni delle esperienze attuate in questa ultima fase ma soprattutto  su chi  ha imposto  una obbligatorietà  improvvisa e impossibile da realizzare per  un milione e mezzo di studenti senza considerare invece la necessità di processi graduali di preparazione di tutti i soggetti coinvolti ; non vi è dunque nessun elemento di negatività nella introduzione nella scuola delle attività di alternanza (anche se tutto è sempre migliorabile)  ma invece  molta improvvisazione  in chi dovrebbe valorizzarne con cura e  attenzione gli aspetti positivi.

 

Cosa deve fare la scuola

Sul versante degli studenti  (dai  quali ci perviene una valutazione positiva del 48% ma anche una serie di segnalazioni di episodi negativi)  bisogna ascoltare le loro richieste e attivarsi perché il MIUR si impegni per realizzare  e sostenere l’alternanza soprattutto  con iniziative di formazione e con la cura dei seguenti ambiti:

  • La Carta dei diritti e dei doveri degli studenti
  • Il codice etico delle aziende
  • Il monitoraggio costante sulle degenerazioni dell’Alternanza
  • L’attenzione ai risultati dei sondaggi delle Reti degli studenti  delle scuole
  • La organizzazione per  i docenti e i dirigenti di  un corso iniziale di formazione
  • Definire e realizzare la formazione dei tutor scolastici in relazione con quella dei tutor aziendali che dovrebbe essere promossa dalle aziende

 

Cosa devono fare i singoli istituti

Per prima cosa  la progettazione non deve avere come priorità le esigenze dell’istituto e dei docenti ma deve avere al centro i ragazzi ed avere come fondanti  il raccordo tra gli obiettivi curricolari e l’acquisizione delle competenze.  Se questa fase è ben condotta è difficile che  non siano rispettato quanto previsto dal progetto

L’avvio delle attività di alternanza deve essere preceduto da

  • Un corso si preparazione sia per gli studenti sia per i docenti
  • La promozione di incontri ricorrenti tra il referente dell’istituto  e i tutor scolastici e aziendali
  • Vanno chiarite le modalità e i criteri di valutazione
  • Vanno promossi incontri con i genitori

 

Cosa abbiamo fatto (PD  2015/16 e –   Articolo 1   2017)

  e cosa possiamo fare

Appena  varata la 107 e partita l’obbligatorietà abbiamo convocato per Roma un incontro di alcuni dirigenti scolastici esperti per  analizzare quali erano i problemi più seri da affrontare; dall’incontro i in particolare  è emersa la difficoltà  del reperimento delle aziende.

Da questo primo incontro si è avviato  un gruppo di studio sui problemi dell’alternanza ed è stato organizzato   il Convegno   n.1 che ha avuto  l’adesione di una quarantina dì dirigenti e referenti delle scuole e come risultato anche  la  creazione “del Gruppo delle scuole romane per l’alternanza.

 

CONVEGNO N.1  –  14  aprile 2016

 

Le scuole incontrano le aziende.

nuove alleanze formative per i giovani

Giornata di studio e di scambio di esperienze sulle problematiche dell’alternanza scuola-lavoro nella scuola superiore. Continua l’alternanza ad un anno dal suo decollo

IIS Leonardo da Vinci via Cavour 258

_____________________________________

 

CONVEGNO N.2  – 16 febbraio 2017

Le scuole incontrano le istituzioni politiche

Lalternanza scuola-lavoro ad un anno dal suo decollo

 Incontro di studio e di scambio di esperienze sulle problematiche dell’alternanza scuola-lavoro nella scuola superiore

LICEO Newton Viale Manzoni 47

IL n terzo incontro doveva farsi in ottobre 2017

L’alternanza dopo tre anni di attuazione: La voce degli studenti e delle scuole

si è annullato a causa della manifestazione degli  studenti

 

I DATI

IL SONDAGGIO DELLA RETE DEGLI STUDENTI
In questi giorni la Rete degli studenti medi ha portato a compimento uno studio e l’ha presentato alla Camera. Interviste a quattromila iscritti alla quarta superiore (17,6 per cento iscritti alle professionali, 26,7 per cento agli istituti tecnici, 55,7 per cento ai licei) hanno detto che il 48 per cento dei 17-18enni dà una valutazione positiva all’esperienza, il 33 per cento è fortemente critico.

Uno su due, ancora, ha assicurato che la scuola lo ha seguito, solo uno su quattro è soddisfatto invece dell’attenzione da parte dell’azienda. Solo il 27,1 per cento degli studenti intervistati ha sentito l’Alternanza calata sulle sue attitudini, per lo più iscritti ai tecnici e ai professionali, realtà che praticano il progetto da anni

 

 

di Rosanna Ghiaroni


Opinioni dei lettori

Lascia un commento

Il tuo indirizzo mail non verrà pubblicato. Campi obbligatori *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.


Continua a leggere

Radio fondamenta

Ascolta la nostra radio

Current track
TITLE
ARTIST